Cinquanta chilometri

Su in macchina al volante
che accanto siede uno
sedeva insomma che non ricordo
uno col suo capo dondolante
e la saliva degli assonnati
colante su cintura e giubotto

Al volante e dal finestrino campagne che ho già visto
mille altre volte con occhi migliori
occhi più sicuri più desiderosi
più affamati di porti
per brigantini da rapina
popolati da ciurme senza nome
uomini avvezzi alla baldoria
alla rovina all'amore
delle isole solitarie e beate

Mi ricordo o mi confondo
sull'essermi forse seduto fra loro
per condividere la sbornia
i canti notturni
orgiastici e goliardi
la rabbia del re dei briganti
che strappò dal petto il cuore al mondo

Le campagne antiche
così come scorrono irreali
troppo reali testimoniano
l'eredità dei divini antenati
indomiti che popolano torri
e baracche di pietra umiliando la civiltà

Non tutti coloro che non hanno meta
si sono persi
La nostra meta la mia meta affonda
sulle perplessità che rimastico
non potendole esplicitare
che ad un compagno addormentato

Al posto del suo viso molto tempo fa
c'era una bambina che mi amava meglio o peggio
ed io l'amavo meglio o peggio
ed ero meglio o peggio
diretto da qualche parte che era meglio o peggio
e dai sedili di dietro
controcanto all'incantesimo del presente
rispondeva la barbara ciurma
a bordo più prosaicamente
di questo sgangherato vascello di terra

Bei tempi i tempi di cui si inventa
buccia e polpa
il nocciolo celato
agli occhi più veri e senza corpo
di dei capricciosi contro il tempo
realtà che loro non appartiene
che dalle rocce affioranti
dalla macchia brulla eterna
snobbano senza conoscere

Siamo arrivati
scendiamo compagno di viaggio
c'è da girare il pentolone
della vita stufa ed immobile
da andare dove avevamo
detto saremmo andati
senza che ce ne importi nulla

9 febbraio 2022

Written By
Giulio Salis

Metto per iscritto alcuni pensieri.