Respira

Eccoci mio vecchio amico,
E' una serata qualunque d'ottobre,
nella merda sta scavando il lombrico
come nei pensieri stan facendo le ore.
Sul pianoforte ho le mani vuote
e stretta in gola una canzone in pensione.
Dammi d'accendere che non sorga il sole.
Voglio fumare dove fa più male,
sentire dentro la morte che sale
tutto l'effimero di questo piacere.

Poi certo saperlo per tempo
che non c'era tempo per prendersi tempo,
c'avrebbe risparmiato, tu credi,
i lamenti violenti, gli sbagli di ieri?
Sulla carta la penna esausta
non traccia più i solchi dei tuoi sogni morti.
Vorrei accendermi e fare ombra al sole,
bruciar le ali sino a che fa male
lungo la schiena la cera colare
tutto l'effimero di questo piacere

Abbiamo parcheggiato più avanti
i momenti salienti, le faccende importanti,
la rabbia rimasta fra i denti.
Il vomito esplicita solo i rimpianti.
Nella testa va via l'orchestra oppure
suona ancora un'altra canzone?
Chiedilo al cielo se il senso a un tumore
è impedirti di respirare
mentre la vita fa sgocciolare
tutto l'effimero del suo piacere.

ottobre 2019

Written By
Giulio Salis

Metto per iscritto alcuni pensieri.