Tarocchi dell' Incubo

L'altro giorno mi è venuta in mente l'idea di ricercare archetipi orrorifici. Cosa un poco pretenziosa certamente, perchè abitualmente non pratico nessun genere di narrativa horror o simili. Anche da un altro punto di vista la cosa può sembrare stupida. Cioè se ci si confronta col carattere positivo della tarologia. Non so cosa ci sia di positivo in certe mostruosità. Prendo comunque qualche appunto per non perdere le idee che mi sono saltate alla mente. Se qualche illustratore vi mettesse mano si potrebbero fare cose molto belle. Per ora sono i seguenti, non necessariamente in quest'ordine. Anche se credo che questo sia l'ordine nel quale mi sono venuti in mente.

Il Re dei ratti. Un fossile di cadaveri di topi secchi, con le code intrecciate. Ne sono stati trovati una manciata, che penso siano visibili nel mondo in qualche museo di storia naturale. Durante il medioevo li chiamavano così ed erano considerati presagi di sventura. Avevo letto che la scienza non ha risposte sicure sul come perchè e quando avvenga. Tuttavia ipotesi non sono difficili. Uno o più ratti che vivono in una colonia incontrano qualche sostanza viscosa, per errore se la spargono addosso. Infastiditi sbattono contro altri ratti e si appiccicano con questi. Allora forsennatamente si agitano, si mordono fra loro, si feriscono e mentre cercano la salvezza si imprigionano sempre più. Rimangono alla fine un corpo indistinto e sofferente, al quale nessuno può più prestare soccorso e che non potendosi spostare non può ricercare cibo. Passano così a miglior vita.

La Pazza Incinta. Una donna col viso evidentemente deformato dalla follia, ma incinta. Di chi è il nascituro? Chi ed in quali circostanze ha abusato del soggetto? Nascerà? Questa donna non è in grado di prendersi cura della sua gravidanza. E se dovesse riuscire a nascere chi si prenderà cura del bambino?

La Gotta. Ricordo si tratti di una malattia diffusa fra la nobiltà medievale. A causa di una dieta squilibrata verso le carni, la propria carne si deforma impedendo i movimenti. Una condanna cercata attivamente nel soppruso dei sudditi che morivano di fame.

Il Gabbo. Topos dell'amor cortese. Il poeta dovrebbe nascondere il suo amore per la donna amata. In qualche modo, maldestramente scopertosi attira l'interesse di alcune donne, unicamente al fine d'esser deriso. Un esempio di gabbo è nella Vita Nova, porterà allo stratagemma della donna specchio se non ricordo male. Interessante però la sua possibile estensione di significato, che non saprei nominare con una parola sola. Ovverosia quando i nostri più reconditi desideri sono incoraggiati al solo scopo di umiliarci.

L' Arbitrio. Un viandante si riscopre per caso in un paese che non era dal principio previsto nelle sue rotte. In questo paese una sola cosa è certa: vige il completo arbitrio. Ovverosia le leggi sono assolute e sconosciute. Nulla permette di presupporre che abbiano qualcosa in comune con le leggi di altri paesi. Nemmeno con le leggi morali alla base di ogni comunità. Echi kafkiani.

Il Murato. La perizia e la tecnica al servizio di una operazione particolare. C'è un uomo chiuso in una stanza senza finestre, porte o qualsiasi altro oggetto. Stanza che lui o qualcun altro deve aver costruito.

Il Cucinato. Un certo numero di convitati si sta facendo portare un uomo cucinato a puntino. Non si tratta di cannibalismo tribale o di qualche spedizione in luoghi remoti rimasta senza viveri, quanto di un preciso piano artistico di piacere.

9 febbraio 2022

Written By
Giulio Salis

Metto per iscritto alcuni pensieri.